Federico Gessi

Biografia

Federico Gessi nasce a Pesaro nel 1973, cresce con la “Sfera grande” di Arnaldo Pomodoro, simbolo della città, sempre presente nei suoi pensieri e sin dall’adolescenza rimane folgorato dal suo lavoro e dai linguaggi espressivi delle avanguardie artistiche russe, amori che guideranno le scelte future e a cui dedicherà gli studi accademici.
La sete di conoscenza lo spinge a viaggiare in tutta Europa alla ricerca di architetture moderne e contemporanee che potessero arricchire gli studi universitari, visita musei e gallerie d’arte e nell’autunno del 1996 decide di trascorrere alcuni mesi a Parigi; al suo rientro in Italia inizia a dipingere assiduamente con smalti sintetici spinto da una incredibile carica espressiva interiore e contemporaneamente frequenta le botteghe artigiane di falegnami, fabbri e verniciatori amici del padre.
Per entrare nel linguaggio dei lavori di Federico Gessi occorre partire da un progetto, quello che l’artista segna su un semplice foglio di carta, ingabbiato nelle regole della sezione aurea e della scala di proporzioni antropometriche teorizzata da Le Corbusier, il "Modulor": spazio in cui può liberare tutta la sua creatività. Misure che ricorrono, ritmate e scandite: proporzioni che rimandano al canone di bellezza rinascimentale. Ma che al tempo stesso ritornano nel rigore architettonico più contemporaneo. Fondamenta su cui poggiano le sue Strutturazioni, opere interessanti e vibranti, come se "esprit de geometrie" ed "esprit de finesse" andassero a braccetto.
La sua è una ricerca legata all’equilibrio, un gioco di bilanciamenti, superfici lisce, segnate dal lucido degli smalti in contrasto con la ruvidità della graniglia. Sensazioni tattili confinate in linee che segnano lo spazio bidimensionale, ma rimbalzano all’esterno in metalli aggettanti. Freddi, satinati, lucidi, impenetrabili. Opposti alle trasparenze del plexiglass, alle venature della pietra. Un gioco di perfezioni e varianti della norma che si compensano. E dove il colore è pura sintesi della forma, la luce è l’immediatezza di un led o il riflesso di una superficie. Il pensiero diventa materia in un lungo processo realizzativo. Che ha origine nel rumore di una falegnameria, nel getto d’acqua che leviga il marmo, nei laser che tagliano i metalli per terminare nell’acido odore degli smalti. Elementi che si completano e si compongono nell’eleganza di una nuova Strutturazione.
Vive e lavora a Pesaro.

Mostre personali

2014_ Nelle pieghe della materia - presso la “Sala esposizioni BdM” (Pesaro)
 
2008_ Trhee - presso “Atelier Bizzarri Design” (Pesaro)
 
2007_ Sculture non scolpite - presso il “Blanco” (Pesaro)
 
2004_ Piccole sculture fluide - alla “Libreria del Barbiere” (Pesaro), luogo inaugurato nel 1996 con una esposizione di Eliseo Mattiacci

Mostre collettive

2017_ "Salon des Refusés", galleria Gare82, Brescia
2017_ Esposizione delle opere finaliste - ”IX Edizione del Premio Nocivelli” - presso la Chiesa della Disciplina di Verolanuova (Brescia). A cura dell’Associazione Culturale "Techne"
 
2017_ ”IX Biennale di Soncino, a Marco” - presso gli spazi della Rocca Sforzesca, dell’ex Filanda Meroni e del Museo della Stampa di Soncino (Cremona). A cura dell’Associazione Culturale "Quartiere 3"
 
2017_ ”XVII collettiva internazionale di arte contemporanea - Dialogo con i maestri del Novecento” - presso la “Galleria Farini Concept” (Bologna). Esposti lavori di Andy Warhol, Franco Angeli, Tano Festa, Mario Schifano. Presentazione a cura del Prof. Vittorio Sgarbi
 
2015_ ”IX collettiva internazionale di arte contemporanea” - presso la “Galleria Farini Concept” (Bologna)
 
2006_ Personalizza con una sua opera l’ascensore dell’Alexander Museum Palace Hotel (Pesaro): “...nove piani di arte contemporanea: 63 camere firmate da 75 artisti e le parti comuni decorate da altri 25 (Simon Benetton, Luigi Carboni, Enzo Cucchi, Gino Marotta, Mimmo Paladino, Arnaldo e Gio’ Pomodoro...)”