GiBa (Gianni Barili)

Biografia
«Le stesse sensazioni, la stessa forza ancestrale che avverte chi ha avuto la fortuna di conoscere l’Africa, le si ritrova integre e potenti negli scatti fotografici realizzati da Gianni in più di quarant’anni di lavoro, perché lui è stato un grande viaggiatore ma soprattutto è uno straordinario fotografo e artista. […] Questa mostra parla di Giba artista e viaggiatore che, attraverso la bellezza, ci fa riflettere su quanto sia fondamentale il rispetto della natura e dell’uomo, parla della scoperta di noi stessi riflessi nello sguardo di madri e bambini, di vecchi saggi e giovani guerrieri, parla di un uomo che è diventato il mio padre africano.» Stefano Bombardieri «Il “particolare” è per Giba il modo di comunicare il suo Mondo, stimolando la curiosità che dall’occhio corre al pensiero fantasioso di quanto sta dietro al semplice simbolo. […] Le fotografie di Giba sanno meravigliare lo spettatore curioso nell’interpretare il messaggio e apprezzare la sua forma e lo stile. […] Le immagini della mostra stampate direttamente su alluminio danno maggiore incisività e mostrano un itinerario dall’Africa alla Cina, dai volti e particolari e paesaggi immaginari nei mari orientali. Questa è la sua espressione di vita a contatto con nuove emozioni, trasferendo visioni ed immagini.» Nedo D. Brunelli «Egli plasma, tocca e fa emergere dal caos dell’immaginazione il punto, la linea, la superficie, il colore, la materia, le luci e le ombre e li pone davanti agli occhi per “disegnarli, dipingerli, scolpirli”, nitidi e incisivi, su lastre di metallo impresse e fotografate, iperreali, vive per sempre dall’altra sponda del suo destino, mutevole e diverso. […] Esplorare il pianeta azzurro per Gianni Barili è dettato dalla sua forza interiore, dal suo essere artista dallo sguardo innocente, ogni volta stupito e meravigliato. […] La fotografia di Giba ci riconduce al “dialogo col visibile”, alle “voci del silenzio”, all’altra immagine nell’immagine: il suo autoritratto. Natura e Uomo sono l’essenza del suo fare e vivere l’arte.» Roberto Consolandi «Durante una vacanza, dallo Stretto di Gibilterra ha visto all’orizzonte “una riga nera”: era l’Africa. […] La sua ricerca fotografica ha continuato a crescere: sempre più esigente nell’individuare realtà antropologicamente significative, sempre più affinata nelle tecniche di ripresa e di stampa, sempre più tesa all’esplorazione di rari mondi incontaminati, di volti e paesaggi carpiti all’effimero dell’esistere e del divenire: dal Burkina Faso al Nepal, dai villaggi Himba della Namibia ai Samburu del Kenya, dagli Zulu del Sudafrica ai Surma dell’Etiopia meridionale, fino alle ultime immagini rarefatte, ai limiti dell’astrazione, dallo Xiapu sulla costa orientale del Mar della Cina.» Marisa Dalai Emiliani «Giba è un artista. In tutti i sensi. Perché lo è di professione e, soprattutto, per disposizione. […] Artista e viaggiatore hanno in comune la curiosità e l’inquietudine che spinge sempre oltre l’orizzonte, che pone sempre la domanda di che cosa c’è dopo quell’ostacolo che preclude lo sguardo e l’immaginazione. Le opere di Giba sono presenti in diverse collezioni private italiane: Brescia, Cremona, Pavia, Bergamo, Lecco, Como, Varese, Milano, Firenze, Roma, Siracusa. Presente all’estero: Parigi, Madrid, Barcellona, Bruxelles, Amsterdam, Londra, Toronto, New York.»

Marco Lombardi